I musei dell'Isola d'Elba

L'isola d'Elba è ricca di Musei storici e contemporanei da visitare.

Scopri la storia dell'Isola, vivi le tante testimonianze del passato, moltissimi reperti storici legati alla lavorazione dei metalli, le ville romane, e soprattutto le Ville Napoleoniche.

Museo di Napoleone - La Villa di Mulini a Portoferraio

La villa Napoleonica a Portoferraio Isola d'elba

La Villa dei Mulini, chiamata anche Palazzina dei Mulini, è stata una delle due residenze di Napoleone a Portoferraio durante il suo esilio all'Isola d'Elba.

Era una villa per gli incontri ufficiali e di rappresentanza dell'imperatore in esilio, mentre la sua vita privata si svolgeva nella vicina Villa di San Martino, più isolata e immersa nel verde dei boschi alla periferia del paese.

Nel XVIII Secolo nella zona più alta e panoramica di Portoferraio venne costruita una abitazione per il manutentore del Governatore che abitava nel vicino Forte Stelle, con il passare degli anni la casetta venne ingrandita e divisa in due abitazioni destinate al Comandante dell'artiglieria e al camondante del Genio, nel 1814 con l'arrivo dell'Imperatore Napoleone l'intera struttura venne modificata e adibita a Residenza Ufficiale dell'Imperatore Napoleone.

Dopo molti lavori nel 1964 La Villa dei Mulini diventa ufficialmente un museo dedicato a Napoleone e aperto a tutti.

 

Struttura della Villa dei Mulini

L'edificio interamente su un unico piano era composto da due padiglioni raccordati da un corpo centrale comprensivi di giardini, alcuni annessi agricoli e un piccolo teatro settecentesco.

Con l'arrivo di Napoleone il corpo centrale fu sopraelevato per creare un grande salone da ballo da utilizzare nelle feste, gli ambienti interni vennero completamente ristrutturati e ammodernati, il piccolo teatro venne ristrutturato e accessoriato di una serie di piani mobili per permettere di utilizzarlo sia come sala da pranzo che come salone per le feste, i piazzali e i terrazzamenti rivolti verso il mare vennero uniti in uno splendido giardino composto da aranci, limoni e altre essenze provenienti da Firenze e Genova.

Altre stanze interne importanti sono:

La biblioteca, composta da oltre 2000 volumi sistemati in quattro ampie librerie con un tavolo per la lettura, dimostrano quanto Napoleone, uomo molto colto, fosse appassionato dalla lettura.

La camera da letto di Napoleone arredata con mobili di manifattura italiana dei primi anni dell'800 in cui spicca il letto appartenuto a Napoleone e completamente decorata in oro

 

 

Museo di Napoleone - La Villa di S. Martino a Portoferraio

La villa Napoleonica a Portoferraio Isola d'elba

 

Una delle due ville di Napoleone all'Isola d'Elba si trova nella zona di S. Martino, circondata da un fitto e verde bosco, dista pochi chilometri dal centro di Portoferraio ed è possibile raggiungerla sia con mezzi pubblici che con la propria auto visto l'ampio parcheggio gratuito proprio davanti all'entrata della residenza napoleonica.

La villa originaria era composta solo dalla parte superiore della struttura odierna che invece è stata costruita qualche anno più tardi, venna abitata dall'imperatore Napoleone nel suo esilio all'Isola d'Elba dal Maggio 1814 al Febbraio 1815, la villa di S.Martino era utilizzata come abitazione privata mentre la Villa dei Mulini nel centro di Portoferraio veniva utilizzata per gli incontri ufficiali e di rappresentanza, insieme le due Ville costituiscono il Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'Isola d'Elba.

La Villa di Napoleone non era molto grande, aveva una pianta quadrata ed era inspirata alla parigi dell'epoca, elengante e raffinata era composta dal primo piano dedicato alla vita sociale dell'imperatore e un piano terreno con i servizi.

Al primo piano l'imperatore fece costruire una biblioteca dove passare il tempo, altre stanze importanti sono la sala da pranzo denominata sala del nodo d'amore e la stanza egizia, la prima dedicata alla storia d'amore con Maria Luisa d'Asburgo Lorena e la seconda decorata con scene che immortalano le grandi imprese di Napoleone in Egitto, con al centro della stanza una vasca ottagonale contenente piante di papiro.

Dopo la partenza dell'Imperatore, la villa rimase abbandonata per molti anni, fino a quando il principe russo Anatolio Demidoff,  figlio dell'ambasciatore russo a Firenze, si sposò con la nipote di Napoleone Matilde Bonaparte ed entrò in possesso della villa napoleonica applicando vari ampliamenti e migliorie. Per rappresentare al meglio la fama e le gesta dell'Imperatore Napoleone nel 1851 venne costruita la Galleria Demidoff un grande edificio di un solo piano in stile neoclassico dove dopo la morte di Napoleone venne creato un museo a lui dedicato con statue, dipinti e armi, negli anni a seguire dai vari proprietari che si sono succeduti venne costruito il lungo viale di accesso con aiuole all'italiana, ampliato il giardino con piante esotiche e rare.

Oggi la Residenza napoleonica di S.Martino è un museo visitabile tutto l'anno

 

Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'Isola d'Elba

Indirizzo: località San Martino - 57037 - Portoferraio (LI)

Telefono:  0565914688

Villa di S.Martino orari:

Orario estivo:  giorni feriali 8.30-19.30; giorni festivi 8.30-13.30

Chiuso: ogni lunedì; il 1° gennaio, il 1° maggio e 25 dicembre

Tariffe: Costo del biglietto: € 5.00 (singolo intero) 2.50 (singolo ridotto)

Accesso per portatori di handicap: parziale

 

 

 MUM - Museo Mineralogico Luigi Celleri

Via Cavour 73, S.Piero, Marina di Campo, Isola d'Elba

Il MUM, Museo Mineralogico Luigi Celleri raccoglie una ricca collezione di minerali e cristalli del comprensorio di San Piero in Campo: tormalina policroma, cristalli di ortoclasio e albite, berillo acquamarina insieme a campioni provenienti dal settore minerario dell'Elba orientale.

museo mineralogico marina di campoSituato in una posizione privilegiata, il museo Mineralogico sorge davanti all’antica pieve romanica di San Niccolò, ad un passo dal Belvedere, punto panoramico per eccellenza di San Piero, a breve distanza rispetto ai più celebri geositi.

La struttura del Museo Mineralogico Luigi Celleri ha ambienti ampi, ricche sale espositeve le cui vetrine raccolgono campioni storici di minerali provenienti da musei di tutto il mondo, ed un grande giardino, tutti spazi funzionali alle molteplici proposte culturali che il museo offre.
Il Museo di S. Piero è la base di partenza per le numerose attività escursionistiche: trekking, escursioni con i somari, visite guidate con osservazione e raccolta di piccoli campioni, serate a tema, visite presso le cave di granito ancora attive, visite dell’antico borgo, attività di orienteering.
Fanno parte integrante del MUM: una sala adibita ad attività laboratoriali rivolte in particolar modo alle scolaresche, aree dedicate ad attività pratiche come l’osservazione con lenti da tavolo dei campioni, una sala multimediale con lmati a tema.
È in fase di realizzazione la Mostra permanente del granito, doverosa opera in omaggio a San Piero e alla sua storia.
La proposta culturale sì è arricchita la scorsa stagione con il MUM Progetto Arte che ha visto importanti mostre temporanee di artisti elbani moderni e contemporanei, come Eba Felix di Sergio Ferrari, oltre che ospitare la prima edizione del festival di fotograa Elba Photo Fest.
Il MUM - Museo Mineralogico Luigi Celleri ha un linguaggio ed una comunicazione interna del tutto originale e innovativa: attraverso infograche presenti nella maggior parte delle pareti, descrive ora la nascita di un vulcano, ora l’origine di un plutone, oppure gli effetti delle piante medicinali dell'Isola d'Elba sull’organismo umano, oltre a citazioni evocative che accompagnano la visita museale.

Maggiori informazioni su www.museomum.it


 

Museo civico archeologico del Distretto minerario di Rio nell’Elba

Uno dei modi per scoprire le origini minerarie del versante orientale dell’Isola d’Elba è quello di andare a visitare il Museo civico archeologico del Distretto minerario a Rio nell’Elba.

museo archeologico Rio nell'elbaIl Museo di Rio nell'Elba, collocato al di sotto di una terrazza panoramica costruita con materiali di pregio, dalle sue ampie vetrate conduce lo sguardo verso il Monte Giove e le miniere del Parco minerario di Rio Marina. Da lì è inoltre possibile scorgere il Monte Serra dove si trovano l’Eremo di S. Caterina di Alessandria e l’Orto dei Semplici Elbano.
Il Museo archeologico del distretto minerario di Rio nell'Elba, organizzato su due livelli, con teche color ruggine per richiamare il colore del ferro, permette agli ospiti un tour che parte dal III Millennio a.C. con i corredi funerari della Grotta di San Giuseppe, passando attraverso le epoche etrusca, romana e medievale.
Il filo conduttore del Museo minerario di Rio nell'Elba è la storia del versante orientale dell’Elba, strettamente connessa allo sfruttamento delle sue risorse molteplici risorse minerarie.
Fra i reperti esposti si segnalano in particolare alcuni  frammenti  degli stucchi della Villa Romana di Capo Castello (Cavo, I sec. d.C. circa) e una teca dedicata ai ritrovamenti nelle acque dell’Elba, fra cui anche resti di anfore e lucerne  (I sec. d.C. circa) rinvenuti nelle acque di Porto Azzurro.
Di notevole interesse anche i pezzi della Collezione ottocentesca di Raffaello Foresi, reperti  dell’Età del bronzo, che furono esposti anche all’Exposition Universelle di Parigi nel 1867.
All'Interno del Museo Minerario di Rio nell'Elba è inoltre visibile anche la Collezione di Minerali elbani della Gente di Rio, composta da circa 200 esemplari provenienti prevalentemente dalle miniere di Rio Marina.
Il Museo Minerario di Rio nell'Elba è aperto dalla settimana di Pasqua fino ai primi di Novembre, con possibilità di aperture su prenotazione per gruppi anche durante i periodi di chiusura.
Contatti e informazioni: Comune di Rio nell’Elba, sig. Serena Paoli, Responsabile area amministrativa tel. 0565 943459, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., prenotazioni e visite guidate a cura di Valentina Caffieri cell. 349 3754611 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Biglietti ingresso: € 5,00 intero - € 3,00 ridotto

 

 

Il Museo del Mare - Capoliveri Isola d'Elba

Il tesoro del Polluce

Nel centro di Capoliveri sotto la Piazza principale del paese, per Informazioni 0565 967029 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nella notte del 17 giugno 1841, al largo delle coste tra Porto Azzurro e Capoliveri, affondava il piroscafo Polluce, accidentalmente speronato dal Mongibello. 
museo del mare capoliveri Isola d'ElbaProprietario del Polluce - e di una vasta flotta di piroscafi - era il famoso armatore genovese Raffaele Rubattino, padre dell'armamento navale commerciale italiano, brillante imprenditore e convinto liberale mazziniano.
Nelle concitate fasi dell’affondamento della nave e del salvataggio dei naufraghi tutto andò perduto: i documenti e le suppellettili di bordo, le lettere, l'ingente carico monetale, i gioielli, gli effetti personali dei passeggeri, le merci trasportate.
Con il passare del tempo la memoria del naufragio si confuse, fino a perdersi del tutto. 
Le ricerche ripresero solo all’alba di questo secolo, quando cacciatori di tesori senza scrupoli di nazionalità britannica, bene informati sulla storia della nave, riuscirono a localizzarla e depredarla. A quello sconsiderato recupero del carico, seguirono poi il sequestro e la restituzione degli oggetti - che stavano per essere battuti all’asta sul mercato londinese - e infine nuovi scavi sistematici ad opera della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
A conclusione delle ricerche subacquee, il carico del Polluce ritorna a Capoliveri, in una mostra che offre al visitatore di percorrere, come in un viaggio attraverso il tempo, le tappe che hanno caratterizzato la vita della nave: dalla sua operatività come parte della flotta della compagnia di Rubattino, al suo naufragio nelle acque antistanti l’isola d’Elba nel 1841, fino alla sua riscoperta nei primi anni del nuovo millennio.
All’interno del Museo sono conservati gli oggetti di bordo: dai servizi da tavola ai corredi delle sale comuni, dalle dotazioni delle cabine passeggeri agli strumenti degli spazi dell’equipaggio.

museo del mare, la sala interna a capoliveril'Interno del Museo dedicato al Polluce museo del mare, i gioielli del polluce a capoliveriparticolare dei gioielli del mare


Ma il vero e proprio “tesoro” del Museo è rappresentato dall’ingente carico di monete d’oro e d’argento che la nave trasportava e dallo splendore dei gioielli in oro appartenuti ai passeggeri che spiccano nel panorama artistico del periodo. 
Immergetevi nel fascino degli abissi per rivivere un affascinante frammento della nostra storia risorgimentale attraverso i preziosi oggetti del carico del Polluce.

 

La Zecca di Marciana

Via del Giardino, Marciana, Isola d'Elba Tel. 0565 901215

zecca di marciana isola d'elbaLa Zecca di Marciana venne fatta realizzare dalla famiglia Ludovisi/Buoncompagni, principi di Piombino, intorno agli ultimi anni del Cinquecento.
La struttura, che deriva da una monumentale sepoltura ad ipogeo con dromos (corridoio) d'ingresso datata tra il IV e il I secolo avanti Cristo, si articola in un ambiente sottostante la Casa Appiani, residenza estiva dei principi di Piombino.
Originariamente la Zecca era composta da tre ambienti adibiti alla coniazione di monete emesse nel Principato di Piombino, in cui si apriva un cunicolo scavato nella roccia granodioritica
(in origine l'ingresso alla sepoltura) usato come probabile deposito monetario.
Due camere speculari, anch'esse scavate nella roccia, si trovano trasversalmente nell'ultimo tratto della galleria. Si tratta dei due originari ambienti sepolcrali della tomba gentilizia.

Il Museo della Zecca di Marciana, inaugurato il 20 Luglio 2014 su progetto degli architetti Silvestre Ferruzzi e Luciano Giannoni, ospita una collezione di monete coniate nel Principato di Piombino tra il XVI e il XVII secolo. Tra esse 2 grossi, 1 soldo, 8 quattrini e 2 crazie (appartenenti alla Collezione Giannoni, Piombino). Nel Museo sono inoltre esposte le ricostruzioni delle fasi di coniatura delle monete, con incudine e i relativi conii.
Alle pareti, un'esauriente documentazione storica e documentaria completa la visita ad un luogo di straordinaria suggestione

Guido Antonio Zanetti, nel volume Nuova raccolta delle monete e zecche d'Italia (1779), così la descrive riferendosi ai Principi di Piombino: «Questi le fecero coniare nella propria Zecca (...) ed anche in Marciana, restando oggidì denominata una stanza di ragione della Casa Bernotti La Officina della Zecca. I metalli co' quali sono state battute tali monete, si vuole, che si ricavassero dalle miniere esistenti nel proprio Stato.»

 

 

L'Open Air Museum di Italo Bolano

Tel 0565 914570 Cell. 3476434610

Loc S.Martino Portoferraio Isola d'Elba

L'Open Air Museum è stato ideato e realizzato dall'artista elbano Italo Bolano nel 1965 con il nome di International Art Center, oggi sezione culturale del Museo.

museo bolano cassiopeaCrocevia internazionale dell'arte e della cultura è un luogo per artisti e pubblico. Ci si può incontrare, discutere, lavorare o intrattenersi nel parco, in un'atmosfera magica, arcade, fuori del tempo. L'arte e la natura vivono in perfetta armonia e i 30 monumenti, come guardiani della valle si fondono con suggestione in un parco di 10.000 metri quadri di piante mediterranee, mimose, eucalipti, cipressi, mirti,oleandri ecc.

Le grandi ceramiche monumentali esprimono l'isola interiore di Italo Bolano con il suo espressionismo astratto.
In questo storico ambiente, per altro vicino alla Fortezza etrusca d'altura di Castiglione e alla Villa di Napoleone, Italo Bolano ha sempre realizzato manifestazioni culturali tra esposizioni, incontri-dibattito, conferenze, teatro ecc.

L'intenzione del maestro era di creare un museo internazionale con le donazioni di opere di grandi artisti che hanno frequentato il Centro e che ancora oggi egli conserva, ma questo progetto non venne capito dalle Autorità locali e quindi ripiegò su se stesso dando vita al suo Open Air Museum con grandi pitture realizzate in ceramica per farle vivere nelle alterne vicende della stagioni, all'acqua e al sole, in un paesaggio sempre cangiante.
museo bolano ondaQuesto progetto rappresenta una realtà di un uomo vissuta e scavata giorno per giorno con rinnovato entusiasmo e quell'impegno passionale che trascende ogni finalità utilitaristica.

Oggi il Centro Museo consta di gallerie per esposizioni, spazi per conferenze, laboratori di ceramica, teatro all'aperto e bookshop.
E' uno dei primi sentieri dell'arte moderna riconosciuti dalla Regione Toscana (TRAART) vi si trovano anche gli studi del maestro (visitabili) che alterna d'estate con quelli di Prato durante i mesi invernali.

Secondo le intenzioni di Bolano questo villaggio d'arte vorrebbe essere anche un cantiere che non finisse mai e che si sviluppasse senza programmi, ma andando avanti secondo l'estro e l'ispirazione.

 

Il Parco Minerario dell'Isola d'Elba

Via Magenta 26, Rio Marina, Isola d'Elba

parco minerario rio marina isola d'elba

 

Parco Minelba, Palazzo del Burò - Via Magenta Tel: 39 0565 962088 Fax: 39 0565 925698 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le strutture del Parco sono aperte da Aprile a Ottobre, mentre nei mesi invernali le visite sono possibili, per gruppi organizzati, su prenotazione.

Il Parco minerario dell'Isola d'Elba è un opera di recupero e di valorizzazione ambientale delle aree degradate dall'estrazione del ferro. L'idea è nata dall'esigenza di restituire all'ambiente e all'uso dell'uomo una vasta area che è stata profondamente trasformata, affidando ad essa nuovi contenuti in virtù dell'ampia valenza culturale e didattica offerta dalle coltivazioni minerarie abbandonate.

Il Parco Minerario di Rio Marina, una miniera a cielo aperto, con oltre 90 specie di minerali, la più antica e sfruttata miniera dell'isola d'elba, un modello a grandezza reale di quanto la teorica trattazione dei testi pecialistici non sempre riesce ad illustrare chiaramente.

Le escursioni di diversa durata a piedi o a bordo del caratteristico trenino, accompagnati da esperte guide ambientali, attraversano i principali cantieri delle miniere di Rio Marina, Rio Albano e Capoliveri alcuni dei quali sono stati sfruttati fin dal periodo etrusco e romano in una indimenticabile passeggiata tra colori magici, paesaggi lunari, resti di strade ferrate e vecchi impianti di lavorazione.

Gli itinerari all’interno delle antiche miniere consentono di cogliere gli aspetti della tradizione sidelurgica e estrattiva elbana e la stretta connessione tra minerali ed uomo.

parco minerario riomarina elbaparco minerario rio marina

 

 

 

Il Museo civico archeologico di Marciana

Via del Pretorio 67, Marciana Isola d'Elba

Il Museo civico archeologico di Marciana, all'isola d'Elba, nacque nel 1967 come semplice raccolta di reperti provenienti dagli insediamenti protostorici del Monte Capanne. Con decreto ministeriale del 23 novembre 1971 è stato classificato come «museo minore».

Successivamente, l'Antiquarium fu accresciuto con importanti collezioni archeologiche di materiali paleolitici, neolitici e dell'Età del Bronzo (Monte Giove, Masso dell'Aquila, Serraventosa), etruschi (Monte Castello), romani (Chiessi e Procchio), medievali (Pedemonte e Montemarsale) e del XVIII secolo (Procchio). Degne di nota sono quattro asce di bronzo villanoviane provenienti da un ripostiglio della Valle Gneccarina di Chiessi, rinvenuto intorno al 1930 durante la realizzazione di una carbonaia; interessante la collezione di anfore vinarie, olearie e da garum provenienti dal relitto di Chiessi, insieme ai materiali rinvenuti all'interno del relitto di Procchio risalente alla fine del II secolo.

Il Museo è stato completamente rinnovato nel 2002 su progetto dell'architetto Maurizio Giachetti.

Le collezioni

Sala I - Paleolitico, Neolitico, Età del Bronzo, Età etrusca arcaica: strumenti in selce e ossidiana del Monte Arci (Procchio, San Piero in Campo), ceramica subappenninica (Monte Giove, Masso dell'Aquila), ceramica etrusca arcaica (Serraventosa, Monte Giove e Masso dell'Aquila).

Sala II - Età etrusca: vasellame a vernice nera, pesi da telaio (Monte Castello).

Sala III - Età medievale: vasellame in maiolica arcaica di produzione pisana e tegole di ardesia (Pedemonte e Montemarsale), strumenti in ferro per la lavorazione della granodiorite (Cavoli).

Sala IV - Archeologia subacquea: anfore vinarie Dressel 1b di produzione tirrenica (relitto A di Sant'Andrea); calici in vetro ed oro, vasellame di bordo, statuetta in avorio con Dioniso e Pan, blocchi di zolfo, magnesia usta, resti di fasciame (relitto di Procchio); anfore da garum (Beltrán 2A e 2B), da vino (Haltern 70), da olio (Dressel 20) (relitto di Chiessi). Relitto di una nave da carico del XVIII secolo con acciarini di selce, siringhe per clistere, piatti in porcellana cinese e forbicine da barbiere.

(testo tratto da wikipedia.it)