Dolci tipici dell'Isola d'Elba

Le Ricette della tradizione dolciaria dell'Isola

Tra le ricette dell'Isola d'Elba non possono mancare i dolci tipici locali, gli ingredienti coltivati in loco e che si potevano trovare a basso costo comprendevano il miele che sostituiva il costoso e raro zucchero, ma anche vini liquorosi che si potevano trovare in quantità e di ottima qualità.

I dolci tradizionali dell'Isola d'Elba ancora oggi vengono apprezzati dai numerosi ospiti, magari alla fine di un ottimo pasto o come merenda, accompagnati da dell'ottimo Aleatico doc.

 

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Cerimito o cirimitolo, dolce pasquale dell'Isola d'Elba

Il cerimito rappresenta l'organo sessuale maschile, ed in antichità veniva consegnato dai giovani ragazzi la sera della domenica delle palme alle donzelle come dichiarazione d'amore, in caso di interesse ricambiato la ragazza il giorno di pasqua faceva pervenire al ragazzo la sportella, altro tipico dolce della tradizione elbana.

Ingredienti:

1 kg di farina

4 cucchiai di zucchero o miele

200 gr di noci

la buccia grattugiata di 2 aranci

2 cucchiai di semi di anice o finocchio selvatico

5 cucchiai di olio extravergine d’oliva

3 uova

25 gr di lievito di birra

sale e pepe

Preparazione:

Disporre la farina  a fontana ed aggiungere man mano tutti gli ingredienti ed impastare come si fa per il pane o per la pizza.

Lasciar lievitare a temperatura ambiente per circa due ore e formare tanti cilindri lunghi 40 cm con un diametro di 2,5.

Prendere l’estremità dei cilindri di pasta e dopo averle allineate avvolgerle su se stesse tre o quattro volte avendo cura di lasciare sulla cima un grosso occhiello arrotolando infine le due estremità in modo da rappresentare un simbolo fallico stilizzato.

Questo pane anisato di origine antichissima ha molte affinità con quelle focacce di farro che gli antichi romani offrivano alla dea Cecere per auspicare un’annata feconda e provvida di raccolti. Da qui probabilmente il nome “Cerimito”.

Nell’antico paese di Rio era costume, fino agli inizi del XIX secolo, che la domenica delle palme i giovanotti lo regalassero alle ragazze come dichiarazione d’amore facendoglielo pervenire in un cestino fiorito e infiocchettato di nastri rossi. Le ragazze, se accettavano l’invito rispondevano la mattina di Pasqua facendo pervenire una sportella (simbolo sessuale femminile) altrettanto infiocchettata, fiorita e benedetta insieme alle uova pasquali. Altrimenti… mandava i fratelli o i parenti per una bella scarica di legnate.

Tratto da “Zuppe e Stornelli” di Alvaro Claudi e Sergio Rossi

Ricetta Castagnaccio dell'Elba

Variante della tipica ricetta del castagnaccio toscano

Il castagnaccio è un dolce povero della tradizione elbana che veniva preparato principalmente nel periodo autunnale nel versante occidentale dell'Isola d'Elba, nel comune di Marciana ricca di castagni.

ricetta castagnaccio dell'elba

Durante la stagione estiva venivano raccolti e schiacciati i pinoli, a settembre veniva raccolta l'uva e fatta appassire, e prodotto un olio extravergine di oliva di ottima qualità.

 

Ingredienti per il Castagnaccio per 6 persone:

  • 500 gr. Farina di Castagne Bio e di alta qualità
  • 700 ml acqua tiepida
  • 100 gr. di Pinoli Italiani
  • 100 gr. di Uvetta Bio
  • 100 gr. Noci Bio
  • 2 cucchiai di Olio EVO
  • 4 cucchiai zucchero (opzionale)
  • 1 scorza di un Arancio
  • un pizzico di sale

 

castagnaccio elba

Preparazione:

Prima di cominciare mettere 100 grammi di uvetta in ammollo in acqua per 15 minuti per farla reidratare.

Setacciare la farina di castagne e aggiungere l'acqua poca alla volta continuando a mescolare fino a farlo diventare un composto liscio e omogeneo senza grumi.

Tritare le noci in modo grossolano e aggiungerle insieme ai pinoli e all'uvetta (precedentemente scolata e strizzata dell'acqua) facendo attenzione a lasciarne una piccola parte per la decorazione finale.

A piacere è possibile aggiungere 4 cucchiai di zucchero visto che la farina di castagne risulta essere già dolce.

Dopo aver mescolato l'impasto aggiungere l'olio Evo e la scorsa di arancio grattugiato ed infine un pizzico di sale.

Mettere il composto in una teglia con diametro di 30 cm circa precedentemente unta con olio Evo

Livellare con una spatola in silicone il composto nella teglia e aggiungere in superficie la frutta secca rimanente.

 

Cottura

Forno ventilato 180° per 25 minuti

Il castagnaccio risulta cotto quando la superficie si formano delle piccole crepe e la frutta secca risulta dorata.

 

Conservazione:

Il castagnaccio all'Elbana può essere conservato fuori dal frigo coperto da un canovaccio per un massimo di 5 giorni.

 

A vostro gusto

È possibile arricchire il castagnaccio all'elbana cospargendo la superficie con aghi di rosmarino

Il castagnaccio si accompagna nella tradizione elbana con un buon bicchiere di aleatico o moscato locale.

castagnaccio toscano

 

La Schiaccia Briaca Riese

Tipica ricetta del dolce dell'Isola d'Elba.

schiaccia briaca dell'elbaIngredienti:

1kg di farina

½ di zucchero

300 gr di noci

200 gr di uvetta

100 gr di pinoli

200 gr di mandorle

¼ di litro di olio

Un bicchiere di liquore secco

Moscato

Alchermes di Firenze

Zucchero semolato

Preparazione:

Disporre la farina a fontana, unire tutti gli ingredienti e impastare bagnando con il moscato quel tanto che basta per ottenere una pasta omogenea della consistenza della pasta per gli gnocchi di patate. Suddividere in tre parti e disporre in tortiere imburrate e infarinate. Cuocere in forno a 180°. A ¾ della cottura spolverare di zucchero semolato e schizzettare con alchermes. La “morte”della schiaccia briaca è inzuppata nell’aleatico che la rende sublime.

Ricetta tratta da “Zuppe e Stornelli” di Alvaro Claudi e Sergio Rossi

 

 

Altra variante alla ricetta originale della schiaccia briaca.

schiaccia briaca rieseIngredienti:

1kg. Farina

800 gr. di zucchero

Olio

Lievito

Mandorle

Noci

Uvette

Pinoli

Scorza d’arancia

Scorza di limone

Noce moscata

Anice

Aleatico

Alchermes

 

Preparazione:

Tritare finemente le mandorle, e grossolanamente le noci, grattugiare la scorza di arancia e di limone. Mescolare la farina con il lievito e le mandorle ridotte a farina, lo zucchero, la scorza di arancia e di limone grattugiate, l’anice e una grattatina di noce moscata, un po’ di olio e di aleatico per impastare il tutto. Far riposare la pasta e poi dividerla in due panetti. Stendere con le dita la pasta in una teglia con sotto la carta da forno, mettere sopra lo zucchero rimasto, le noci, un po’ di olio. Infornare a forno caldo a 180° per circa trenta minuti. Aggiungere verso fine cottura uvetta e pinoli in modo che non brucino, e poi spruzzare con aleatico e alchermes.

Si ringrazia Elba Taste per la documentazione e le ricette

 

La sportella, dolce di pasqua elbano

Dolce tipico della tradizione riese

La tradizione della sportella, dolce pasquale tipico dell'Isola d'Elba

Anticamente il pane delle feste veniva aromatizzato con anice e finocchio con l'aggiunta di frutta secca, uvetta, pinoli, fichi secchi, in modo da differenziarlo dal “pane quotidiano” e veniva anche modellato in forme e fogge diverse. Successivamente si aggiunse anche il miele che poi a sua volta, grazie ad un graduale miglioramento del tenore di vita, fu sostituito dallo zucchero.

La sportella raffigura il simbolo sessuale femminile, nella versione più antica era preparata con il miele al posto dello zucchero (raro e costoso a quel tempo), nella versione dolce più recente con zuccherini colorati.

Questo antico dolce veniva usato come risposta alla dichiarazione d’amore  fra i giovani che si “guardavano”.

Il giovanotto la mattina della Domenica delle Palme faceva pervenire alla ragazza desiderata un paniere adorno di fiori con il ceremito; se la ragazza gradiva il regalo e quindi la dichiarazione d’amore, il giorno di Pasqua contraccambiava facendogli recapitare una sportella infiocchettata.

La sportella dell'Isola d'Elba non è molto dissimile dalla schiaccia di pasqua che si trova nell’entroterra toscano, anche se la caratteristica di quella elbana è che si lascia lievitare per cento ore. Si comincia a prepararla il martedì della Settimana Santa con un pugno di farina, acqua e lievito, per ciascun commensale che sarà presente il giorno del banchetto pasquale. La sera dopo si aggiunge un pugno di farina per ogni persona, si rimpasta e così di seguito fino al Venerdì Santo. Quella sera, di ritorno dalla Passione del Cristo Morto, si preparano i pani che si lasceranno lievitare fino alla mattina successiva, fino al momento di cuocerli nel forno a legna.Si mangia il giorno della Santa Pasqua di Resurrezione al posto del pane quotidiano.

Sportella o schiaccia di Pasqua (dolce della tradizione riese)

Ingredienti:

9 uova fresche

90 gr di lievito di birra

50 gr di zucchero

Un bicchiere di acqua di rose

Un bicchiere di latte tiepido

Una manciata di semi d’anice

Farina circa 2500 gr

½ bicchiere d’olio

Un bicchiere di moscato o di liquore

Preparazione:

La preparazione di questo dolce richiede diverse fasi. La sera prima si impastano circa 3 hg di farina con circa 30 gr di lievito sciolto in un bicchiere d’acqua tiepida. Si mette a lievitare in un locale buio ricoprendo con un panno umido.

La mattina successiva si fa un altro impasto analogo però questa volta si aggiungono tre uova. Si unisce questo impasto a quello preparato la sera prima e si lascia lievitare per altre dodici ore.

La seconda sera si impasta la farina restante con le altre uova e tutti gli altri ingredienti e si uniscono all’impasto lavorandolo energicamente e a lungo.

Infine formare tante pagnotte quante ne escono dall'impasto e lasciare lievitare per alcune ore.

Per fare la sportella si dà all’impasto la forma di un ferro di cavallo con le punte incrociate, vi si sovrappone un uovo fermato da una croce di pasta. Prima di mettere in forno già caldo si spennella col rosso d’uovo diluito in un po’ di latte. Se si fanno nel forno a legna, che sarebbe l’ideale, la temperatura dovrà essere quella “da pane”, se in forno elettrico impostare la temperatura iniziale a 220° e successivamente a 180°.