La sportella, dolce di pasqua elbano

Dolce tipico della tradizione riese

La tradizione della sportella, dolce pasquale tipico dell'Isola d'Elba

Anticamente il pane delle feste veniva aromatizzato con anice e finocchio con l'aggiunta di frutta secca, uvetta, pinoli, fichi secchi, in modo da differenziarlo dal “pane quotidiano” e veniva anche modellato in forme e fogge diverse. Successivamente si aggiunse anche il miele che poi a sua volta, grazie ad un graduale miglioramento del tenore di vita, fu sostituito dallo zucchero.

La sportella raffigura il simbolo sessuale femminile, nella versione più antica era preparata con il miele al posto dello zucchero (raro e costoso a quel tempo), nella versione dolce più recente con zuccherini colorati.

Questo antico dolce veniva usato come risposta alla dichiarazione d’amore  fra i giovani che si “guardavano”.

Il giovanotto la mattina della Domenica delle Palme faceva pervenire alla ragazza desiderata un paniere adorno di fiori con il ceremito; se la ragazza gradiva il regalo e quindi la dichiarazione d’amore, il giorno di Pasqua contraccambiava facendogli recapitare una sportella infiocchettata.

La sportella dell'Isola d'Elba non è molto dissimile dalla schiaccia di pasqua che si trova nell’entroterra toscano, anche se la caratteristica di quella elbana è che si lascia lievitare per cento ore. Si comincia a prepararla il martedì della Settimana Santa con un pugno di farina, acqua e lievito, per ciascun commensale che sarà presente il giorno del banchetto pasquale. La sera dopo si aggiunge un pugno di farina per ogni persona, si rimpasta e così di seguito fino al Venerdì Santo. Quella sera, di ritorno dalla Passione del Cristo Morto, si preparano i pani che si lasceranno lievitare fino alla mattina successiva, fino al momento di cuocerli nel forno a legna.Si mangia il giorno della Santa Pasqua di Resurrezione al posto del pane quotidiano.

Sportella o schiaccia di Pasqua (dolce della tradizione riese)

Ingredienti:

9 uova fresche

90 gr di lievito di birra

50 gr di zucchero

Un bicchiere di acqua di rose

Un bicchiere di latte tiepido

Una manciata di semi d’anice

Farina circa 2500 gr

½ bicchiere d’olio

Un bicchiere di moscato o di liquore

Preparazione:

La preparazione di questo dolce richiede diverse fasi. La sera prima si impastano circa 3 hg di farina con circa 30 gr di lievito sciolto in un bicchiere d’acqua tiepida. Si mette a lievitare in un locale buio ricoprendo con un panno umido.

La mattina successiva si fa un altro impasto analogo però questa volta si aggiungono tre uova. Si unisce questo impasto a quello preparato la sera prima e si lascia lievitare per altre dodici ore.

La seconda sera si impasta la farina restante con le altre uova e tutti gli altri ingredienti e si uniscono all’impasto lavorandolo energicamente e a lungo.

Infine formare tante pagnotte quante ne escono dall'impasto e lasciare lievitare per alcune ore.

Per fare la sportella si dà all’impasto la forma di un ferro di cavallo con le punte incrociate, vi si sovrappone un uovo fermato da una croce di pasta. Prima di mettere in forno già caldo si spennella col rosso d’uovo diluito in un po’ di latte. Se si fanno nel forno a legna, che sarebbe l’ideale, la temperatura dovrà essere quella “da pane”, se in forno elettrico impostare la temperatura iniziale a 220° e successivamente a 180°.